sabato 29 aprile 2017

(...) e come tiri su le maniche e spingi via la sedia girevole quando hai finito di dire.

Alessandro Gabriele
the wound

Sono per la dispersione della stupidità.
Non va bene che si concentri per intere settimane in un punto solo.

Karl Kraus, Aforismi in forma di diario
Dimmi, ti prego,
il tempo in cui non
siamo stati, dimmi:
sei stato bene
mentre io non c'ero? 
o invece
hai atteso al giorno
e alla sua fine
come la vita
ti ha insegnato a fare,
con cura seria
e con un po' di cuore.
Dimmi, sei stato bene oggi?
Che insana voglia di vederti!
Il giorno che viene e la notte
che rimane ho voglia ancora
che il tuo sguardo mi tocchi,
anche se faccio altro
e tu sei altrove
anche se niente cambia.
Dimmi, ti prego: come stai?
che solo questo conta.

Marilina Giaquinta

giovedì 27 aprile 2017

nella città mesmerica, nessuno da cui correre.

mercoledì 26 aprile 2017

si è stati giovani molto meno della gioventù, forse toccherà aspettare una specie di fanciullesca vecchiaia, sempre che così arrivi.

*

sentirsi soli per qualcuno e quindi solissimi.
a volte tento di proteggere T., ma è un gattino inselvatichito.
non seguo le regole per far durare le rose, il basilico qui muore più volte, la magnolia miracolosa non ce l'ha fatta a fiorire, la pioggia mi fa sempre il battesimo.
come starà il mio melograno in vaso?
non posso andarmene senza i libri che sono il mio corpo, non posso andarmene senza le mie piante che sono il mio unico bosco.
sul niente c'era modo di capirsi, ma quando è il troppo di tutti, perdo il cifrario. nelle taciturne sconfitte, parla l'animo umano.
l'ho ricordato nell'orto, dritto, appoggiato alla vanga, assorto forse sul da farsi appena dopo o poco dopo, mai se lasciare il suo lavoro.
in inverno andava a parlare con la terra.
non gli ho mai detto quanto tempo restavo dietro al vetro a guardalo.
vidi e vissi subito i loro occhi feroci, i loro volti con i muscoli bloccati, domati, qualsiasi cosa dicessero non cambiava mai il loro sguardo, come fossero tagliati in due o un unico essere meccanico, lucidissimo, con molte parti taglienti che accecavano.

*

punto.